Luigi Marziali – Dermatologo, Dietologo, Omeopata
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HEPAR SULPHUR NELL’ACNE

by luigimarziali

Comparazione e associazione ove possibile tra omeopatia e allopatia.

INTRODUZIONE
L’Hepar Sulphur è solfuro di calcio e di potassio e si ottiene facendo calcificare in un vaso sigillato , fiori di zolfo e carbonato di calcio proveniente da ostriche e conchiglie ;è quindi un prodotto formato da solfato di calcio e di potassio e la sua azione è dovuta non solo alle due componenti (calcarea carbonica e sulphur), ma ad una azione diversa generata dalla nuova composizione ,che non è la sommatoria dei primi due.
Tralasciando tutte le componenti che determinano le modalità ed i sintomi fondamentali, passeremo a descrivere quello che più prettamente sembra essere legato alla sua azione sull’acne e su altre malattie quali ad esempio acne rosacea e ascessi.
Per fare in questo caso non una omeopatia unicistica, ma se vogliamo una omeopatia pluralistica, guardando il più possibile al simillimum.
L’Hepar Sulphur è un medicinale per così dire pluricostituzionale, infatti come già evidenziato, ha un contenuto chimico formato da vari bioelementi per cui esplicherà la sua azione più o meno con forza sulle varie costituzioni.
La pelle è malsana, si screpola con con facilità ,si infetta con facilità ,ha frequenti eruzioni , abbiamo prurito intenso, possono essere presenti vescicole secche e umide con anche secrezioni fetide ci può essere suppurazione, sudorazione abbondante, ipertrofia dell’apparato linfatico ecc.

BIOTIPO
Il biotipo è psorico-endoblastico-linfatico e psorico mesoblastico sanguigno.
Il suo posto fisiopatologicamente è fra la Calcarea Carbonica e il Sulphur.
L’Hepar Sulphur è quindi medicinale valido nelle suppurazioni ed è indicato tra l’altro nelle ipertrofie croniche delle tonsilliti croniche con tendenza alla suppurazione (nelle nevralgie); è definito il bisturi dell’omeopatia e molto spesso la sua azione è paragonata a quella che hanno gli antibiotici, se non la supera addirittura.
Deve essere usato con cautela in presenza di ascessi o comunque processi suppurativi a cavità chiusa, (otiti, peritoniti, osteomieliti, flemmoni profondi), poiché vi può essere un rientro del processo suppurativo come anche un drenaggio verso l’esterno o peggio verso l’interno.
L’Hepar Sulphur può avere azione preventiva, riassorbente, suppurativa.
Per cui daremo dosaggi alle 5CH quando l’ascesso si sta formando, una 30CH o 200CH a seconda del momento e se notiamo che la suppurazione si stia riassorbendo, o daremo una 5CH o 4CH se il processo suppurativo è in atto e lo vogliamo favorire.
Nelle suppurazioni L’Hepar Sulphur può essere utilizzato in associazione al mercurio solubile che sembra faccia aumentare la suppurazione a basse diluizioni, la ostacoli alle alte; oppure con calcarea sulfurica che ha azione anti suppurativa ecc..
L’Hepar Sulphur nelle suppurazioni la bassa potenza favorisce la fluidificazione , la media(30CH)la orienta, l’alta(200CH) la fa regredire.

CASI CLINICI
Essendo l’acne, volgare e non, molto spesso fonte di grosso disagio psicologico e insorgendo questa nella fase adolescenziale è ovvio che la cosa più importante è il primo approccio col paziente che deve essere teso a far sì che l’ EMPATIA sia la più ampia possibile. Alla prima visita è stato sempre detto che la terapia che andremo a fare sarà lunga con alti e bassi limitando le aspettative miracolistichle e scoraggiando chi a queste cercava di credere; sono state spiegate ai pazienti in forma semplice le modalità di formazione della malattia e quali sono i possibili rimedi sia dal punto di vista allopatico che omeopatico da utilizzarsi sia per via generale che locale. Viene posto in evidenza lo scopo principale della terapia che è quello di curare la malattia e non di farla scomparire evitando, questa la cosa fondamentale, il formarsi di cicatrici che sono esse si permanenti e deturpanti.
La prima fase di terapia è quasi sempre stata di tipo allopatico a fasi, onde evitare che la lentezza dei risultati, con il solo utilizzo iniziale dell’omeopatia, facesse abbandonare la terapia e per migliorare la compliance del paziente, passando poi, una volta ottenuto un miglioramento significativo dal punto di vista estetico e non , a proporre la terapia omeopatica (viene comunque spiegato al paziente il limite della terapia allopatica e che gli antibiotici non possono penetrare in maniera efficace la dove vi sia un processo suppurativo e viene loro insegnato di astenersi dalla pratica frequentissima dello strizzamento dei brufoli).

CASO CLINICO N.1
Maschio 15 anni con acne microcistica pustolosa al viso e dorso; si opta per una terapia allopatica iniziale a fasi:
Terapia per os:
Prima fase: Tetracicline sottodosate più fermenti lattici, durata due settimane.
Seconda fase vit.B6 per altri 12 giorni.
Terapia locale:
Galenica allo zolfo composta da: Fiori di Zolfo, Hamamelis, Ac. Salicilico,Olio di Mandorle Dolci e Veicolante. Le applicazioni vengono effettuate alla sera per 15 giorni e poi a sere alterne per altre 15 sere, per la detersione si utilizza un latte detergente senza risciacquo.
Il primo controllo viene effettuato a 20 giorni e si nota un notevole miglioramento della componente pustolosa e infiammatoria a questo punto si inIzia con l’utilizzo locale di una crema all’ ac. Retinoico allo 0,005% tutte le sere alternandola al preparato galenico. Per os si utilizza un macrolide sottodosato sempre per 15 gioni.
Al successivo controllo a 20 giorni passiamo ad una terapia con Rokital e fermenti lattici visto che, la paziente per via di schiacciamenti continui delle pustole, ha avuto una recrudescenza della malattia e dopo 15 giorni si danno in associazione vit B6 e Vit E.
Al terzo controllo visti i miglioramenti ottenuti, si propone la continuazione della terapia con l’omeopatia prospettando e facendo accettare un possibile peggioramento omeopatico; localmente si continua con l’utilizzo dell’ac. Retinoico del resto mai sospeso.
Viene prescritto Hepar Sulphur alla 4CH granuli 3+3 al giorno controllo a 15 dì; si ottiene un ulteriore miglioramento per cui si somministra H.S. alla 9CH granuli per 15 dì 3+3 con controllo sempre a 15 giorni e visto il perdurare del miglioramento si decide per un H.S.. 30 CH 3 granuli al di per 2 mesi con controllo a 1 e 2 mesi.
Al controllo successivo si associa una fiala al dì di zinco-rame in oligoelemento per 1 mese.
Il controllo a ulteriori 2 mesi mostra, al quadro clinico, una scomparsa di pustole e eritema con permanenza di alcune microcisti, in un successivo controllo, a 3 mesi dall’inizio della cura omeopatica, il quadro che si presenta è di una regressione pressoché totale dell’acne con comparsa sporadica di foruncoli.
Arrivata l’estate si decide per una terapia di mantenimento con creme alla retinaldeide e filtri solari onde evitare che l’ispessimento cutaneo causato dall’esposizione solare eccessiva crei dei tappi a livello dello sbocco dei dotti delle ghiandole sebacee con conseguente riformazione di cisti sebacee e riaccensione della malattia.
Viene anche utilizzato un complesso omeopatico (della Nuova Sedemi: peau 4CH, hepatune 7CH, vesicule biliare 7CH, surrenine 7CH, a.c.h. 7CH) come drenante in gocce, 10 gocce al mattino a digiuno per un mese e mezzo.

CASO CLINICO N.2
Acne pustolosa al viso paziente di 16 anni maschio.
Anche in questo caso viene effettuata inizialmente una terapia a farsi allopatica e successivamente una terapia omeopatica sia per complessi che con Hepar Sulfur.
Nella prima fase vengono somministrati tetracicline più fermenti lattici per quindici giorni, nella seconda fase vitamina B6 il tutto per os.
Si effettua un controllo a quindici giorni ove appare una parziale miglioramento, vengono quindi somministrati un macrolide sottodosato più fermenti lattici per altri quindici giorni, successivamente vitamina B6 e vit.E per ancora quindici giorni.
Al terzo controllo a un mese vi è ancora un sensibile miglioramento si prescrive un complesso omeopatico dieci gocce per due (Nacnesta: levico D4, natrum muriaticum 9CH, staphisaria 3CH, medorrhinum D30, tubercolinum GT D15, carduus marianus D1) e localmente una crema antibiotica sulle eventuali recidive.
Controllo a venti giorni; si somministra un complesso omeopatico (Mucozinum plus 200: branhamella catarrhalis, microccocus tetragenes, griep nosode, klebsiella pneumonia, streptococcinum, staphylococcinum, a 200k ) una capsula dose alla settimana per tre mesi.
A tre mesi abbiamo una lieve riaccensione della sintomatologia, viene somministrato zinco-rame in oligoelemento e localmente acido azelaico in crema e L’H.S. e con le stesse modalità del primo caso; a distanza di quattro mesi la sintomatologia è pressoché scomparsa.

CASO CLINICO N.3
Acne pustolosa minima al viso in un soggetto di sesso femminile di 22 anni.
Si procede con la somministrazione per os di H. Sulphur alla diluizione di 5CH granuli 3+3 per 15 giorni poi 9CH granuli 3+3 per 15 giorni e 30Ch in mono somministrazione giornaliera per 60 giorni, localmente si somministra una galenica allo zolfo, la pulizia del viso viene fatta con un latte detergente senza risciacquo i controlli vengono effettuati a 15, 30, 60, 120 giorni constatando un graduale e costante miglioramento con regressione totale delle pustole.

CASO CLINICON.4
Acne microcistico-pustolosa in un paziente di sesso maschile e età 14 anni, interessati viso e dorso.
Il paziente da circa un anno sta applicando acido azelaico in crema e tetracicline per os a fasi senza grossi risultati, negli ultimi due mesi ha usato eritromicina 3% crema.
Proponiamo una prima fase con tetracicline sotto dosate più fermenti lattici per quindici giorni e una seconda fase con vitamina B6, e localmente una crema galenica allo zolfo e un latte detergente; al primo controllo abbiamo un miglioramento netto delle pustole dopo circa quindici giorni terminata la terapia fin qui assegnata si procede con una terapia a quattro fasi una prima fase con l’utilizzo di macrolidi sotto dosati e fermenti, poi seconda fase vit B6 per 10 dì, poi minocin 100 per 8 dì e infine nuovamente vit B6 per 10 giorni. Localmente si somministra una crema all’acido retinoico in percentuale crescente partendo da un concentrazione allo 0,01% fino allo 0,05% con ottimi risultati dal punto di vista della diminuzione delle pustole e riduzione delle microcisti.
Ma perdurando la fase pustolosa e cistica si prosegue con terapia locale con ac retinoico e fasi di terapia antibiotica sospendendo il tutto durante l’estate ove essendoci un costante miglioramento si utilizza una crema all’ac. Azelaico con filtro solare durante il giorno e un crema alla retinaldeide tutte le sere, per la detersione del viso un sapone antisettico e leggermente esfoliante; per bocca un complesso omeopatico.
Terminata l’estate vi è una riaccensione importante e si decide di effettuare in associazione ad una terapia che io indico come pulsata con antibiotici a T/2 molto lungo, una cps ogni 10 giorni per 1 mese e mezzo, e ac. glicolico a concentrazione e tempo di posa crescente (si parte da Ac. Glicolico al 20% fino al 70% con tempi di posa da 30″ a 7minuti e 30″) dopo l’effettuazione di un pre -peeling il tutto a cadenza settimanale per 2 mesi e poi a cadenza quindicinale ed infine mensile. Dopo tre mesi di terapia con ac. Glicolico si utilizza Hepar Sulfur in granuli 5CH 3+3 per 15 giorni e poi alla 9CH 3+3 per altri 15 giorni ed infine alla 30 CH per due mesi (3 granuli die) dovendo ridurre in quest’ultimo periodo e la frequenza e la durata dei tempi di posa dell’ac glicolico visto il graduale e pressoché uniforme miglioramento del quadro clinico sia al viso che al dorso. Ad inizio estate si fa applicare un filtro a protezione estrema durante il giorno e una crema alla retinaldeide di sera.

CASO CLINICO N.5
Paziente affetto da Acne Rosacea di sesso maschile di 36 anni .
La malattia è insorta da da circa due anni in concomitanza della morte del padre e perdita del posto di lavoro.
Il paziente ha effettuato vari tipi di terapia allopatica sempre a base di antibiotici senza avere grossi risultati se non dopo l’utilizzo di tetracicline (minocin).
Iniziamo con una terapia locale a base di una crema galenica allo zolfo attenuata rispetto a quelle fin qui viste e per os una terapia a fasi di antibiotico e fermenti lattici. Il paziente ottiene sempre dei miglioramenti ma la sintomatologia riappare ogni volta che gli antibiotici vengono sospesi per più di 20-25 giorni .
Si propone così una terapia locale all’acido glicolico partendo da una concentrazione del 50% fino al 70% e tempi di posa da 1 minuto fino a 6 minuti con cadenza prima settimanale poi quindicinale ed infine mensile e in associazione con una terapia con complessi omeopatici per os più oligoelemento zinco-rame una fiala al di per 3 mesi.
Il paziente migliora costantemente ma ha delle riaccensioni che tampona con l’utilizzo (fai da te) di tetracicline.
Viene proposto l’utilizzo di Hepar Sulphur granuli alla 5CH 3+3 al dì per 20 giorni e poi altri 20 con H.S. alla 9CH granuli sempre 3+3;e poi H.S. 30CH 3 granuli die fino a due mesi .
Durante quest’ultima terapia le recidive sembrano man mano diradarsi sino a scomparire. A distatza di 1 mese dagli ultimi granuli di H.S. alla 30 CH si somministra un tubodose di H.S. alla 200CH e al controllo a due mesi la malattia sembra per ora assolutamente quiescente.

VARIAZIONI SUL TEMA
Per inciso ho usato l’H.S. 200Ch tubodose in monosomministrazione, forse con grande incoscienza, in una paziente che presentava la formazione di un ascesso suppurativo (su una cicatrice post chirurgica) onde evitare il reintervento per drenare l’ascesso, ottenendo con grande soddisfazione della paziente e mia il drenaggio verso l’esterno dell’ascesso a distanza di8-12 ore dall’assunzine del rimedio omeopatico.

CONCLUSIONI.
Si può confermare a tutti gli effetti la frase Hepar Sulphur uguale bisturi omeopatico, anche se con alcuni distinguo, dicendo che se ben modulato questo bisturi può essere usato come drenante in maniera non catastrofica , specie nell’acne , senza quel peggioramento omeopatico che molto spesso è visto come fallimento della terapia , tutto questo valutando, selezionando i soggetti da avviare a questo tipo di cura nei modi e nei casi dovuti, portando ove possibile il paziente a un miglioramento più o meno marcato (con anche l’utilizzo dell’Allopatia ) da permettergli successivamente di accettare un pur lieve e sempre possibile peggioramento omeopatico, esso stesso, per noi Omeopati, indice di successo.

Dott.Luigi Marziali Specialista in Dermatologia e Venereologia Omeopatia Omotossicologia

ABC SULL’OMEOPATIA

by luigimarziali

Allegato

A B C SULL’OMEOPATIA

Hahnemann 1775
Shussler (1800)
Reckeweg(1923)(un giorno costruirò un ponte tra omeopatia ed allopatia)
Schimmel (1972)

Omeopatia dal greco omeo= simile e patos=malattia da qui il simile cura la malattia

Hahnemann era un brillante medico allopata del suo tempo ove il massimo della terapia erano i salassi non si conoscevano ancora circolazione venosa arteriosa linfatica e le malattie erano ancora consideratre umori che venivano diffuse da untori o giù di lì la scienza medica era ancora di la da venire e lui scontento del proprio operato un giorno disse la storica frase rivolto ai suoi pazienti :”Amici miei ,non posso alleviare le vostre sofferenze,non so guarirvi.Non voglio approfittare del vostro denaro.potete dunque tornare alle vostre case”
Così abbandonò la professione di medico allopata e da una posizione agiata e ricca divenne povero e fu così che l’ editore per il quale lavorava gli diede da tradurre la MATERI MEDICA DI Cullen .
Qui si parlava tra l’altro della china che veniva utilizzata allora per la cura della Malaria e il Cullen aveva osservato che i coltivatori delle piantagioni di china avevano, dopo un certo tempo che effettuavano questo lavoro, dei sintomi febbrili molto simili a quelli dei malati di malaria.

H. comincio ad assumere la China manifestando gli stessi sintomi della malaria.Attraverso i suoi studi arrivò a dire che la terapia china contro le febbri malariche se diluita e dinamizzata ridava gli stessi sintomi della malattia che curava.Da qui la prima intuizione del simile che cura il simile la SIMILITUDINE.
H. Cominciò ad intuire la relazione esistente tra rimedio e malattia.
Nell’umo sano somministrando il rimedio china abbiamo gli stessi sintomi della malaria fino ad un certa diluizione dopo di che per far ricomparire il tutto bisogna scuotere la soluzione(SUCCUSSIONE)per riavere l’effetto.

DILUIZIONI una goccia ad esempio di TM in un litro di acqua e poi da questa prendiamo un goccia e la mettiamo ancora in un litro d’acqua e così via otteremo 100 200 1000 diluizioni e per rafforzare l’effetto daremo delle succussioni quando le diluizioni aumenteranno perdendo troppo di efficacia.

SOCCUSSIONI o scuotimento.

TERAPIA UNICISTICA

La malattia secondo l’omeopata non è che lo squilibrio tra benessere e malessere e il medico deve guidare e non sopprimere i sintomi per riportare l’individuo ad uno stato di equilibrio tra benessere e malessere.
In omeopatia non abbiamo soppressione di sintomi ma guida di essi, il malato viene visto nella sua interezza e non spezzettato in apparati ed organi ad esemipio usereno in una reazione allergica il rimedio Histaminum come se fosse un anti-istaminico ma non per impedire che l’istamina agisca sul recettore dell’istamina come accade utilizzando un farmaco, ma facendo diminuire la produzione di essa( Istamina).
La visita omeopatica verterà sull’accertamento di estrinsecazioni del tutto personali della malattia e si curerà l’individuo e non la singola malattia.
Esempio APIS MELLIFICA e tonsillite,si utilizzerà l’apis mellifica a varie diluizioni a seconda dei casi. Nelle tonsille infiammate arrosate e senza pus che per similitudine assomiglia al ponfo rosso vivo che si forma dopo la puntura di un’ape.

I Sali di Schussler sono come dei super enzimi catalizzatorimolto più efficaci delle vitamine e con una velocità di azione molto più veloce di esse,sono i cosidetti “Sali della Vita”.

Omotossicologia e tavole omotossicologiche esempio Steatosi epatica fibrosteatosi fibrosi cirrosi,nell’omotossicologia si tende a far regredire la patologia facendo si che la malattia non evolva non si cronicizzi in negativo.

Omeopatia di risonanza Matrice mitocondri (catene causali),sono questi gli ultimi sviluppi nelle conoscenze omeopatiche.

In definitiva secondo gli ultimi studi e le ultime ricerche ogni diluizione omeopatica corrisponde ad un frequenza energetica che va a modificare la nostra energia essendo noi energia fatta materia.(Es.: microscopio elettronico).

I rimedi omeopatici possono avere il cosi” detto peggioramento omeopatico” che nei limiti del possibile va sempre evitato la terapia non è lenta come si può pensare,ma veloce poiché qui parliamo di terapia che utilizza per lo più la fisica e non la chimica, per cui il processo avviene più velocemente che in chimica.
Gli omeopatici come ogni altro medicinale vanno presi sempre e solo se ce ne è la necessità. Sono riconosciuti ufficialmenete anche in Italia dal 1991 come farmaci anche se non sono mutuabili come in altri paesi europei come Germania Francia ecc. evidenze scientifiche della loro efficacia ve ne sono a bizzeffe e la stessa Heel ,e non solo ,ha effettuato svariati lavori anche in doppio ceco per dimostarne la validità.
Inoltre dal 2016 in Italia presso tutti gli Ordini dei Medici sono state costituite delle apposite commissioni, per le medicine non convenzionali, per valutare i titoli dei medici ,che secondo delle direttive europee potranno fregiarsi del titolo di specialista nelle varie dislipline riconosciute(omeopatia,omotossicologia,fitoterapia,agopuntura,medicina antroposofica),e questo fino a quando anche in Italia non ci saranno dei corsi universitari come per le altre specializzazioni mediche.

Compattazione dermica

by luigimarziali

ALLEGATO

Laser CO2 frazionale

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Allegato

LaserCo2

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LaserCo2 (Una rivoluzione in Dermatologia e Medicina Estetica))

Allegato

 

La Disbiosi questa sconosciuta

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